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“La cooperativa sociale Progetto Vita onlus assiste e sostiene i suoi utenti nelle attività quotidiane e li accompagna nei loro percorsi esistenziali promuovendo la loro qualità di vita”.

Ogni giorno, con grande impegno, tutto il personale della cooperativa Progetto Vita cerca di offrire la miglior qualità di vita possibile alle persone in difficoltà e alle loro famiglie.

Per raggiungere questo importante obiettivo è necessario il contributo di tutti: privati, famiglie, aziende e società civile.

Puoi aiutare la cooperativa Progetto Vita mediante:

  • Donazione con bonifico bancario:
    • conto corrente intestato a: SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE PROGETTO VITA – ONLUS
    • presso: BANCA POPOLARE DI SONDRIO
    • codice IBAN: IT08 E056 9611 0000 0007 0045 X11
  • Destinazione del tuo 5×1000 a favore della cooperativa Progetto Vita;
  • Lascito testamentario: per ricordare ed essere ricordati.


La cooperativa Progetto Vita predispone a favore dei donanti la certificazione fiscalmente valida per dedurre la donazione. Per fruire delle agevolazioni fiscali concesse dalla legge è necessario conservare la relativa attestazione di donazione, vale a dire le note contabili o l’estratto conto emesso dalla banca da cui risulta il bonifico.

Di seguito verranno illustrati i benefici fiscali per le donazioni previsti dalla normativa vigente:

1. Detrazione dall’IRPEF pari al 24% delle erogazioni in denaro fino a € 2.065,83. 
Dal primo gennaio 2013 le detrazioni fiscali concesse al contribuente che volesse effettuare erogazioni liberali nei confronti delle ONLUS, sono passate dal 19% al 24%. Nel 2014 saliranno al 26%. Questo è quanto stabilisce l’articolo 15 della Legge 96 del 2012.
Resta invariato il limite annuo di € 2.065,83 (art.13 D.Lgs. 460/97) su cui calcolare la detrazione e la prescrizione di effettuare l’erogazione tramite banca (bonifico bancario) o ufficio postale (versamento in c/c/p o vaglia postale) o secondo altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del D.L. 241/97. Non è possibile detrarre il contributo in contanti, anche se viene rilasciata una ricevuta dall’ente. È obbligo di colui che effettua l’erogazione, e che porta tale somma come onere detraibile sulla dichiarazione dei redditi, conservare la ricevuta del versamento in quanto, non essendovi l’obbligo di allegare la stessa alla dichiarazione, può essere successivamente richiesta dall’Amministrazione Finanziaria a verifica degli oneri detraibili dichiarati.
Nel caso di un’azienda, possono essere dedotte dal reddito d’impresa le erogazioni liberali entro il limite del 2% del reddito d’impresa.

2. Deduzione dal reddito sino al 10% del reddito dichiarato e sino ad un massimo di € 70.000,00.
A seguito dell’emanazione del Decreto Legge n. 35 del 14 marzo 2005, successivamente convertito in Legge n. 80 del 14 maggio 2005, in alternativa alla precedente detrazione è possibile optare per la deduzione dal reddito imponibile. Pertanto è il reddito dichiarato che viene diminuito dell’erogazione effettuata a favore della ONLUS ed il beneficio fiscale varia con il variare del reddito stesso.
La somma ammessa in deduzione dal reddito complessivo del soggetto erogatore è nel limite del 10% del reddito dichiarato, e comunque nella misura massima di € 70.000,00 annui.

3. Deduzioni del costo del personale per servizi gratuiti fino al 5 per mille del costo complessivo.
Sono deducibili dal reddito (art.13 D.L. 460/97) le spese relative all’impiego di lavoratori dipendenti, assunti a tempo indeterminato, utilizzati per prestazioni di servizio erogate a favore di ONLUS, nel limite del 5 per mille dell’ammontare complessivo delle spese per prestazioni di lavoro dipendente, così come risultano dalla dichiarazione dei redditi (art. 65 comma 2 lettera c-septies del Testo unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), approvato con il Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917).

4. Non rilevano ai fini del reddito le cessioni gratuite delle derrate alimentari e prodotti farmaceutici.
Le derrate alimentari ed i prodotti farmaceutici (art.13 D.L. 460/97), alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa, che, in alternativa alla usuale eliminazione dal circuito commerciale, vengono ceduti gratuitamente alle ONLUS, non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ai sensi dell’articolo 53, comma2, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), approvato con il Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
La disposizione del comma precedente si applica a condizione che delle singole cessioni sia data preventiva comunicazione, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, al competente ufficio delle entrate (le cessioni di beni facilmente deperibili e di modico valore sono esonerate dall’obbligo della comunicazione preventiva) e che la ONLUS beneficiaria, in apposita dichiarazione da conservare agli atti dell’impresa cedente, attesti il proprio impegno ad utilizzare direttamente i beni in conformità alle finalità istituzionali e, a pena di decadenza dei benefici fiscali, realizzi l’effettivo utilizzo diretto. Il cedente, entro il quindicesimo giorno del mese successivo, deve annotare nei registri, previsti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, la qualità e la quantità dei beni ceduti gratuitamente in ciascun mese.
La cessione gratuita di beni, alla cui produzione e scambio è diretta l’attività dell’impresa, godono dell’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto, per effetto della modifica apportata all’articolo 10, n.12, del DPR 633/1972.
Per la cessione gratuita di derrate alimentari e prodotti farmaceutici, per un costo superiore a € 5.164,57, l’azienda deve comunicarlo preventivamente anche all’Ufficio IVA e alla Guardia di Finanza e la ONLUS deve rilasciare l’attestazione di cui sopra attraverso “dichiarazione sostitutiva di atto notorio”.